La mia foto

ottobre 2019

lun mar mer gio ven sab dom
  1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31      
Blog powered by Typepad
Iscritto da 11/2005

« Mi spezzo, ma non mi impiego | Principale | Spazio - Ultima Frontiera »

28/09/07

Commenti

marlene86

ciao...mi potresti spiegare più precisamente cosa sono queste narcosale non ne ho mai sentito parlare e non ho tanto ben capito...a presto baci by marlene86

asmodeo

ciao Marlene!
allora, con "narcosale" si intendono ambienti in cui i tossicomani possono assumere le sostanze da cui dipendono _cronicamente_ sotto controllo medico (e il fatto che scriva "cronicamente" evidenziandolo ha un motivo, che spiegherò però dopo). di regola è lo Stato stesso che somministra le sostanze relative (eroina o cocaina, o tutte e due).
a Torino voglio portare avanti un esperimento doppiamente inutile: da un lato perché la sostanza se la devono portare i "pazienti", dall'altro perché, per potere accedere a tali strutture, i pazienti stessi devono impegnarsi in un programma di recupero.
e, credimi, ad un tossico di strada di farsi al chiuso avendo la garanzia di un controllo medico, dovendo per contro impegnarsi in una terapia di de-tossificazione, non gliene puo' frega' de meno (non è che parli per esperienza personale, intendiamoci, uso solo la logica)...
in sostanza, viene snaturato completamente il significato delle "vere" narcosale: queste, all'estero (in Spagna, Inghilterra e Olanda, ad esempio), rientrano nel piu' ampio discorso delle "politiche di riduzione del danno". pertanto, perché una narcosala possa funzionare davvero, deve intervenire alla radice... ovvero, deve fare si' che i malati di drogodipendenza non debbano piu' procurarsi la sostanza da se', la maggior parte delle volte delinquendo per poterlo fare.
e qui veniamo al discorso della "cronicità": quello che l 'opinione pubblica avversa a queste politiche non capisce, è che _non_ si accede a tali "strutture" dalla mattina alla sera...
per dirla in modo piu' chiaro, non è che una persona decida di farsi "d’emblée", si presenti in una narcosala, dica "mi vorrei fare, grazie", et voilà, te lo bombano come una cucuzza...
bisogna dimostrare, appunto, d'essere cronici, e, non solo, si deve avere aderito da anni a terapie di disintossicazione con il metadone, e si deve avere fallito nel tentativo di disintossicarsi.
il problema è che siamo un paese dove i cattolici pesano ancora molto (e poi, coerentemente, nelle comunità da loro gestite accadono abominii a sfondo omosessuale), e la destra difficilmente arriverà a concepire da un pdv scientifico tali questioni...
per le destre italiane (ma non solo), la drogodipendenza è un "vizio della volontà", e non, come l'OMS ha da anni rivelato, un problema medico...
l'unico politico italiano che in passato aveva affrontato questa questione con piglio sceintifico fu Veronesi, che, per l'appunto, è un medico (che, come tale, ragiona senza preconcetti)...
peccato che non gli abbiano dato ascolto.
ciao!

marlene86

Beh ora che ho capito cos'è penso sia un'idiozia questa narcosala...anche perchè come hai detto tu, non viene risolto il problema del tossicodipendente, cioè il come procurarsi ciò di cui ha bisogno...poi da come dici tu con tutto quell'iter che uno deve fare per entrare in questa narcosala, cosa gliene frega dell'assistenza medica? Cioè, almeno io farei così...ciao ciao baci by marlene86

asmodeo

infatti, è proprio l'ultimo dei loro problemi...
e lo capisci tu che hai 16 anni!
(vero è che tu sei un'adolescente anomala, ma credo di essermi spiegato...)
ciao,
Davide.
p.s.: presto ti risponderò! scusami, ma sono di nuovo in una fase di lavoro da delirium...

marlene86

Tranquillo! So che hai le tue preoccupazioni e i tuoi impegni e da oggi sono abbastanza impegnata anch'io, poichè sono cominciate a fiume interrogazioni e verifiche...a presto baci by marlene86

Alessandro Orsi

STANZE DEL CONSUMO

Per saperne di più…

Safe injection rooms o stanze del consumo: un’esperienza di riduzione del danno

Che cosa sono le stanze del consumo

Le Safe Injection Rooms (SIR) si definiscono come un servizio costituito da locali dove le

persone possono assumere droghe in maniera legale. Le SIR sono anche chiamate Drug

Consumption Rooms (DCR). Il secondo nome e’ piu’ comprensivo, poiché non tutti i

consumatori che si rivolgono a questo servizio assumono le sostanze per via iniettiva:

tuttavia, il nome piu’noto e’ Safe Injection Rooms (SIR).

Lo scopo delle SIR e’ di ridurre il danno relativo alle condizioni igieniche precarie in cui si

svolge il consumo di droghe illegali e ai rischi relativi alle sostanze acquisite sul mercato

illegale. In secondo luogo, si riduce anche il consumo nei luoghi aperti (drug scenes).

Le SIR sono servizi (o programmi) di bassa (o meglio bassissima) soglia: i consumatori

hanno a disposizioni locali igienicamente sicuri dove possono assumere la sostanza (da

loro stessi procurata ), sotto la supervisione in genere di personale infermieristico.

Che cosa non sono le stanze del consumo

I servizi chiamati Safe Injection Rooms sono cosa diversa dai trattamenti con eroina

medica. Questi ultimi sono veri e propri trattamenti, in cui la somministrazione della

sostanza e’ un elemento del trattamento, e viene erogata dal servizio stesso in dosi

prefissate e preconcordate fra paziente e servizio. Il setting dei trattamenti con eroina e’

altamente regolato, cosi’ che questi trattamenti non possono essere definiti programmi di

bassa soglia.

Inoltre, le SIR non vanno confuse con le cosiddette shooting galleries o le crack houses,

locali gestiti dagli stessi spacciatori per ragioni di profitto.

Gli obiettivi delle stanze del consumo

L’Osservatorio Europeo sulle droghe (EMCDDA o OEDT) cosi’ illustra gli obiettivi delle

stanze del consumo: .

Soprattutto nelle esperienze della Germania, a partire da quella leader di Francoforte, i

responsabili delle politiche per le tossicodipendenze sottolineano che la frequentazione

delle SIR può facilitare la presa in carico dei consumatori più destrutturati e altamente

problematici: le SIR, cioè, funzionerebbero come servizio di passaggio agli interventi a

soglia più alta e alle prestazioni di welfare.

La storia e la diffusione delle stanze del consumo

Le prime SIR furono aperte in Svizzera, a Berna, nel 1986. La spinta era allora costituita

dall’espandersi dell’ HIV/AIDS, dall’emergere delle morti droga correlate, e dal diffondersi

del fenomeno delle “scene della droga all’aperto”in un certo numero di citta’ europee.

Proprio in quel periodo, comincio’ a farsi strada l’approccio di riduzione del danno, con i

programmi di scambio siringhe, in un panorama ancora largamente dominato dai

programmi di disintossicazione e residenziali, finalizzati all’astinenza.

Fra gli anni ’80 e ’90, altre SIR furono aperte in Svizzera e si diffusero poi in Germania,

Olanda, Spagna. Agli inizi degli anni 2000, anche in Australia e Canada sono stati aperti

questi servizi.

Si calcola che nel 2003 ci fossero circa 60 SIR funzionanti in tutto il mondo. In Europa, le

SIR si stanno estendendo in Lussemburgo e Norvegia, mentre si e’ aperta la discussione

in Austria, Danimarca, Francia e Irlanda. Anche in Italia nel 2003, a Torino, dopo un

periodo di recrudescenza di morti per overdose, il responsabile di un servizio per

tossicodipendenti, d’accordo con l’utenza, dichiaro’ la disponibilità a gestire una

esperienza simile: dopo molto dibattito, il Comune di Torino non diede pero’ corso alla

cosa.

Il confronto si e’ riaperto anche in Gran Bretagna, uno dei paesi più resistenti ad indirizzi di

riforma. Infatti il rapporto dell’autorevole Home Affair’s Select Committee, una

commissione che ha al suo interno esponenti di tutti i partiti, nel 2001 concludeva:.

Lo sviluppo più interessante è certamente la diffusione delle SIR al di fuori dell’Europa, in

particolare nella Kings Cross area di Sydney, in Australia, nel 2001, e nell’East Side di

Vancouver, in Canada, nel 2003.

In Australia, il servizio e’ stato sottoposto a una rigorosa valutazione per 18 mesi, che

conferma le evidenze raccolte dalle esperienze europee.

La valutazione su base scientifica di questo servizio e’ l’elemento chiave anche del nuovo

servizio aperto in Canada. I canadesi, infatti, definiscono la SIR di Vancouver come un

“progetto pilota di ricerca scientifica di un luogo destinato all’uso iniettivo sotto

supervisione”.

Le tipologie delle stanze del consumo

Le SIR sono di diverso tipo, dai servizi tipo cliniche a quelli molto piu’ informali. A volte le

SIR fanno parte integrante dei servizi sociali gia’ esistenti (ad esempio, i servizi per i

senzatetto), altre volte sono servizi separati esclusivamente per tossicodipendenti. La gran

parte delle SIR offre anche altre prestazioni. Queste prestazioni variano da situazione a

situazione: possono includere lo scambio di siringhe, l’accesso alle prestazioni mediche

basilari, la possibilità di lavare la biancheria e di farsi una doccia, un’area destinata a caffè

e, in alcuni casi, l’accesso ad alloggiamenti di emergenza. Alcune sono solo per il

consumo per via iniettiva, in altre anche per l’assunzione per inalazione (in Olanda, ad

esempio, la maggioranza dei consumatori fumano la droga). In alcuni paesi, la spinta

principale all’apertura delle SIR e’ stata la preoccupazione per la salute dei consumatori, in

altri le problematiche di ordine pubblico. Alcune SIR si rivolgono ad un target molto

specifico di utenza (ad esempio, le prostitute), altre no.

In breve: tutte le stanze del consumo offrono un ambiente controllato per l’assunzione di

droghe illegali e mirano a ridurre i danni, ma funzionano in modo differente e con diversa

ispirazione nei vari paesi.

Gli studi di valutazione: il rapporto dell’Osservatorio Europeo sulle droghe e la

tossicodipendenza

Nel 2004, l’Osservatorio Europeo di Lisbona ha pubblicato un rapporto sulle SIR, che

riassume i dati emersi da 15 studi chiave. Ecco i principali punti emersi:

- in diverse ricerche, gli utenti identificano quali motivi importanti per l’utilizzo delle

SIR: le condizioni igieniche del consumo, la supervisione medica, e la possibilità di

ricevere interventi di pronto soccorso

- il tipico utente delle SIR ha piu’ di 30 anni e una lunga storia di uso problematico di

droga (prevalentemente eroina e/o cocaina) alle spalle, di 10 anni o superiore.

L’utenza e’ maschile (dal 70 al 90%), se si eccettuano i servizi che si rivolgono alle

prostitute.

- Un’alta percentuale di utenti sono senzatetto o comunque con una sistemazione

molto precaria. Una recente ricerca tedesca evidenzia che il 5% dell’utenza vive di

fatto per la strada. Nelle stanze del consumo di Madrid la percentuale di senzatetto

e’ del 42%, mentre nella zona di Can Tunis a Barcellona il tasso sale al 60%.

- I tassi life time di incarcerazione fra questi utenti sono alti. Gli studi svizzeri stimano

che fra il 50 e il 75% dei frequentatori delle SIR siano stati in carcere almeno una

volta, mentre in Spagna la cifra sarebbe del 38%.

- Uno studio tedesco del 2002 rivela che il 50% degli utenti SIR e’ passato per un

programma drug free, mentre il 43% ha avuto un trattamento sostitutivo. Un terzo di

tutti gli intervistati dichiara che la SIR e’ stata la via d’accesso al sistema dei servizi

per tossicodipendenti.

- Il personale delle SIR riferisce che la la maggioranza degli utenti adotta pratiche

igieniche dopo che sono state loro fornite informazioni sulle regole base di igiene

con regolarita’ per diversi mesi.

- Un’analisi condotta per il Ministero Federale della Salute tedesco arriva alla

conclusione che, in quattro citta’ tedesche, c’e’ una relazione statisticamente

significativa fra l’apertura delle SIR e la riduzione delle morti droga-correlate.

Per ricapitolare: le risposte ai principali interrogativi

Il rapporto dell’Osservatorio Europeo, sulla base dei molti studi condotti nei vari paesi,

fornisce risposte a tre interrogativi principali:

1) Riescono le SIR a raggiungere il gruppo target?

La maggioranza degli utenti sono costituiti dai consumatori più anziani provenienti dai

settori piu’ marginalizzati della popolazione (tossicodipendenti “di strada”, senzatetto,

prostitute tossicodipendenti). Un numero significativo di questi utenti non aveva mai avuto

contatti con i servizi, ma, una volta cominciato a frequentare le SIR, molti di questi sono

entrati in contatto con altri servizi per tossicodipendenti e altre prestazioni di welfare (come

programmi di scambio siringhe e ricoveri per senzatetto).

2) Qual e’ l’impatto sulla salute?

Le SIR possono essere efficaci nel raggiungere e avviare ai servizi settori di popolazione

molto marginalizzata. Insieme ai benefici derivanti da un consumo sotto supervisione e in

condizioni igieniche ottimali, gli utenti delle SIR possono avvicinarsi alle altre offerte di

bassa soglia e più in generale alla rete dei servizi per tossicodipendenti.

3) Qual e’ l’impatto sulla criminalità e sull’ordine pubblico?

Il rapporto dell’Osservatorio Europeo arriva alla conclusione che le SIR possono avere un

impatto positivo sulla comunità locale poichè diminuiscono i problemi di ordine pubblico e i

consumi nei luoghi pubblici; tuttavia, i vantaggi sono maggiori quanto più esiste un

consenso e un sostegno a questi servizi da parte della comunità locale stessa. Non ci

sono evidenze di aumento, o di diminuzione, di siringhe abbandonate dopo l’apertura delle

SIR, ne’ esistono evidenze circa un aumento della piccola criminalità droga correlata in

vicinanza delle SIR, anche se in genere esiste un po’ di piccolo spaccio nei pressi del

servizio: va pero’ notato che le SIR sono in genere collocate proprio vicino ai luoghi di

spaccio (cosi’ come le unita’ di strada sono in genere volutamente collocate fra i luoghi di

spaccio e quelli del consumo, per meglio intercettare l’utenza).

In generale, gli utenti rispettano le regole di comportamento stabilite nelle SIR (in linea col

sostanziale rispetto delle regole da parte dell’utenza degli altri servizi di bassa soglia).

Conclusioni

Ci sono evidenze che le “stanze del consumo” possano rappresentare un modo efficace di

ridurre i danni droga correlati, come segmento integrato alla rete dei servizi e come parte

di un approccio olistico alle politiche antidroga. A tal fine, e’ importante che abbiano il

sostegno delle principali agenzie sul territorio, della comunità locale, e, in ultimo, ma non

meno importante, del gruppo dei consumatori.

Se si da’ ai consumatori problematici la possibilità di usare la droga in un ambiente

protetto e sicuro, ci sarà una diminuzione del consumo all’aperto e in condizioni di rischio

per la salute. Le evidenze scientifiche finora raccolte confermano questo assunto.

STANZE DEL CONSUMO

Bibliografia di base

Inglese

British Medical Journal (BMJ), Drug consumption rooms, n.1/2004

De Jong W. (1999), “Drug consumption rooms: an overview” , International Journal of Drug Policy, . February 1999

Haemig R (2000), Drug Consumption rooms, paper, 11th International Conference on Harm Reduction, Jersey, April 2000

Kemmesis U.E. (1999), The open drug scene and the safe injection room offers in Frankfurt am Main 1995, Final report. A survey conducted on behalf of the City of Frankfurt Municipal Department Women and Health - Drug policy coordination office Frankfurt am Main, Germany, 1999

Kerr T. (2000), Safe injection facilities. Proposal for a Vancouver Pilot Project, in www.drugtext.org

Anoro M., Ilundain, E., Santisteban O. (2003), EVA – “Espacio de Venopunción higiénica Asistida in Barcelona”, in Journal of Drug Issues, 33/2003

Stoever H. (2002), “Consumption rooms. A middle ground between health and public order concerns”, The Journal of Drug Issues, 2/2002

European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction (2004), European Report on

Drug Consumption Rooms, EMCDDA, Office for Official Publications of the European

Communities, Luxembourg

Roberts Marcus, Klein Axel, Trace Mike (2004), Drug Consumption Rooms,

DrugScope and The Beckley Foundation

Italiano

Cohen P., Nadelmann E., Drucker E., Locher U., Stimson J. E Wodak A. (1996), “L’indirizzo sul controllo della droga nella riduzione del danno: progressi internazionali”, in Quaderni di Fuoriluogo, n 2/1996.

Comune di Torino (2003), Conclusioni della relazione finale della Commissione Injecting rooms, Documento

Coordinamento degli operatori dei servizi bassa soglia del Piemonte (2002), Studio di fattibilità per una narcosala a Torino, paper, 2° Conferenza latina sulla riduzione del danno (CLAT), Perpignan

Bertotto P., Franzin R., Gesualdo S., Marini L., Previati D. (2004), Progetto ‘Un parco per tutti’. Meno rifiuti tossici = meno tossici rifiutati, Documento, ASL 5 Torino

Nadelman E., Riduzione del danno: l'Europa ha qualcosa da insegnare all'America. in www.democitydrug.org.

Ronconi S. (2000), “Contro il rischio della strada”, in Primo non nuocere, a cura di Pepino L. e Sorgi C., EGA, Torino

Ronconi S. (2000), “Le stanze della discordia”, in Fuoriluogo n.5/2000 in www.fuoriluogo.it

Ronconi S. Brandoli M, Città droghe sicurezza. Uno sguardo europeo, tra penalizzazione e welfare, Franco Angeli (capitolo 4)
Visser H. e Kok-Egu M. (2003 ). “Il ‘buco pulito’ nella cripta di San Paolo”, in Fuoriluogo, n.3/2003.

Zuffa G. (2003) "Stanze del consumo": a Torino Francoforte fa scuola, «Dalla sperimentazione alla norma». Parla Juergen Weimer, responsabile dei servizi cittadini sulle tossicodipendenze , 2/ 2003

Orsi M. Zuffa G. (2006) Le stanze del consumo, CESDA-Fuoriluogo, in www.cesda.net

asmodeo

Intervento utile e fondamentale, grazie!
Ciao,
Davide.

Verifica il tuo commento

Anteprima del tuo commento

Questa è solo un'anteprima. Il tuo commento non è stato ancora pubblicato.

In elaborazione...
Il tuo commento non può essere pubblicato. Errore di scrittura:
Il tuo commento è stato pubblicato. Pubblica un altro commento

I numeri e le lettere che hai inserito non corrispondono a quelle dell'immagine. Prova di nuovo.

Come ultima cosa, prima di pubblicare il tuo commento, inserisci le lettere ed i numeri che vedi nell'immagine qui sotto. Questo impedisce che programmi automatici possano pubblicare dei commenti.

Fai fatica a leggere quest'immagine? Visualizzane un'altra.

In elaborazione...

Scrivi un commento

Le tue informazioni

(Il nome e l'indirizzo email sono richiesti. L'indirizzo email non verrá visualizzato con il commento.)